Gargoyle premiato, Alfredo Vassalluzzo sposta l’attenzione: ecco chi resta ai margini

«Questo premio mi rende felice perché porta attenzione su una realtà che spesso rimane ai margini». È così che Alfredo Vassalluzzo, nella dichiarazione fornita per la notizia, commenta il riconoscimento ottenuto da Gargoyle. Il romanzo pubblicato da Sensibili alle Foglie ha vinto il Premio Publio Virgilio Marone nella sezione Narrativa edita. La consegna è annunciata a Napoli il 14 novembre 2026.

La frase sposta l’attenzione dal risultato personale a ciò che un premio può rendere visibile. Al centro non c’è soltanto un libro che riceve un riconoscimento, ma una realtà che il suo autore desidera riportare nello spazio della discussione. Gargoyle nasce infatti dall’esperienza dell’insegnamento nel carcere maschile di Velletri e affronta relazioni umane, significato della pena e contraddizioni dell’educazione nella reclusione.

Ritratto davanti a scaffali di libri, fotografia del cliente per il romanzo Gargoyle

Essere visibili non significa essere compresi

La visibilità è un primo passaggio, non un punto d’arrivo. Un tema può comparire in una notizia e restare comunque lontano dall’attenzione quotidiana di chi legge. Il commento di Vassalluzzo suggerisce una possibilità diversa: usare l’occasione del premio per avvicinarsi alla complessità dell’esperienza che ha dato origine al romanzo.

Il materiale di presentazione racconta un insegnante che entra in carcere e scopre di avere ancora molto da comprendere. Il rapporto con gli studenti detenuti mette alla prova aspettative e convinzioni. In questa prospettiva, conoscere non coincide con possedere già una spiegazione. Richiede di confrontare ciò che si pensava con ciò che l’incontro rende evidente.

È un tema interessante anche per chi osserva il rapporto fra cultura e vita pubblica. L’attenzione può fermarsi a un’etichetta oppure diventare disponibilità a fare domande. Una notizia letteraria offre la seconda possibilità quando, oltre al nome del vincitore, lascia spazio ai problemi che l’opera porta con sé. Il premio diventa allora un ingresso nel discorso, non il suo sostituto.

Il margine si racconta attraverso le persone

In Gargoyle le lezioni costituiscono il punto di osservazione di un ambiente nel quale parole, gesti e silenzi acquistano un peso diverso. La relazione educativa incontra condizioni concrete e mostra la distanza fra un progetto e la sua realizzazione. Non basta voler insegnare: bisogna misurarsi con le persone e con il luogo nel quale l’insegnamento avviene.

La presentazione cita Ling, Damir ed Ernesto e richiama fragilità, maschere e contraddizioni. Il dolore convive con l’ironia, e possono emergere momenti di inattesa leggerezza. Questa varietà impedisce di considerare il carcere soltanto come uno sfondo uniforme. La questione riguarda l’umanità che vi abita e la difficoltà di ridurla a una definizione unica.

Responsabilità individuale, identità e giudizio sociale sono fra i temi indicati per il romanzo. Tenere insieme questi elementi richiede attenzione, perché nessuno risolve automaticamente gli altri. Il racconto può diventare uno spazio nel quale osservare la loro relazione, senza che il lettore debba aspettarsi una formula capace di eliminare ogni contraddizione.

Una storia può continuare oltre il proprio contesto

Il ruolo della cultura in carcere si collega, nel materiale sull’opera, agli effetti della detenzione e alle possibilità di reinserimento. Quando la pena termina, rimane il confronto con lo sguardo della società. La realtà indicata come marginale entra così in relazione con il mondo esterno: non è un problema che possa essere considerato concluso semplicemente perché resta lontano dalla propria esperienza.

Vassalluzzo è cresciuto nel Cilento, è laureato in Lettere Moderne e Psicologia Clinica e insegna Italiano e Storia al Sandro Pertini di Genzano. La scrittura si inserisce in un percorso nel quale l’attenzione alle persone e alle relazioni ha un posto centrale. Il romanzo è disponibile anche in inglese come Behind the Law, ampliando l’accessibilità della storia al pubblico anglofono.

La cerimonia napoletana del 14 novembre aggiungerà, secondo il programma annunciato, una tappa al cammino del libro. La frase dell’autore invita però a misurare l’interesse della notizia anche in un altro modo: non soltanto attraverso il riconoscimento ricevuto, ma attraverso la possibilità che una realtà prima trascurata incontri finalmente uno sguardo più attento.

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